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I LIVELLI KOMYO REIKI: SECONDA PARTE

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Continuiamo con gli altri livelli Komyo Reiki. Questa sezione è per chi vuole approfondire la propria conoscenza e maturare in un cammino spirituale più intenso.

Secondo livello -Chuden-

secondo-livello-chudenCon il secondo livello si comincia ad addentrarsi in un sentiero un pochino più faticoso. Da quando si comincia la pratica del secondo livello si possono trattare anche altre persone, non solo se stessi. Anche questo, come il primo livello, è un livello basato sulla pratica del trattamento.

Si insegnano 3 simboli chiamati “Shirushi”, che si usano per potenziare in modo mirato l’energia che usiamo per il trattamento.
Non sono simboli magici. L’intento iniziale di Usui era quello di dare uno strumento agli allievi meno sensibili e meno spirituali.
Aveva a che fare con persone che facevano fatica a credere nelle loro potenzialità innate. Perciò, dopo qualche tempo che praticava Reiki con e ai suoi allievi, li inserì modificando ideogrammi sanscriti e giapponesi che esistevano già.

Il primo simbolo deriva dall’antico ideogramma che significa “nuvola“. Il secondo, dal nome sanscrito di Amida Buddha. Il terzo, condensando la frase “La fonte di ogni cosa è la consapevolezza” (che Usui diceva spesso ai suoi allievi) in un unico ideogramma.
Si trovano un sacco di simboli sul web, ogni corrente di insegnamento ha i propri. Personalmente preferisco tenerli privati, come fece Usui nella Gakkai: i simboli erano destinati agli studenti.
Si imparano alcune tecniche di trattamento trovate nel Manuale di Usui. Interessante è il trattamento a distanza, con il quale si può praticare Reiki ad una persona lontana.
Ogni simbolo ha il suo uso in base alla sua origine e di ognuno verrà ampiamente spiegato significato ed uso durante il corso.

Terzo livello -Okuden-

terzo-livello-okudenNel terzo dei livelli Komyo Reiki ci si addentra nella spiritualità. Si lavora molto su se stessi per interiorizzare i cinque principi di Usui e farli diventare un modo di vivere.

Lo studente acquisisce un ultimo simbolo, che è composto da tre ideogrammi giapponesi: Dai Komyo, la straordinaria e trascendentale grande Luce.
Questo livello è un’apertura per vedere il mondo che ci circonda con occhi più distaccati. Si va alla ricerca dell’illuminazione (“Satori”, in giapponese) e della pace interiore. Per trovarla si vive nel presente dimenticandosi di “ieri” e “domani”, senza essere attaccati a nulla.

Vivi ogni istante del presente e fissalo bene nella memoria dei bei ricordi,
fregatene del passato e non chiedere nulla sul tuo futuro,
in fondo domani è un’altro oggi.
Federica Pagnotta

Il passo successivo è il livello di insegnamento o Shinpiden.

Quarto livello -Shinpiden-

quarto-livello-shinpidenIl quarto e ultimo livello è quello dell’insegnamento.

Con questo livello, prettamente pratico, si ottiene l’attestato di Insegnante Komyo ReikiDo. Da qui si può cominciare ad insegnare Reiki ad altre persone. Non è necessario fare un esame finale. È compito dell’insegnante capire a che punto è il livello di energia di un allievo e quanto abbia interiorizzato il percorso fatto finora.

Viene spiegato come dare Reiju agli allievi di ogni livello e come dare open Reiju, che serve per potenziare il livello di energia degli allievi.

Si insegnano perciò i passaggi fondamentali delle armonizzazioni, per questo motivo viene eseguito di solito in due incontri. Nel primo si insegna la tecnica e nel secondo si testa l’aspirante insegnante per vedere se ha capito, se ci sono lacune o domande. Si consegna inoltre l’attestato di insegnante che arriva direttamente dalla Komyo ReikiDo Italia.

Lo scopo di questo livello è divulgare il Reiki e vivere una vita felice all’insegna della pace interiore. Con ciò non si creda che ottenuto il livello Shinpiden si arriva automaticamente all’illuminazione! La ricerca interiore deve essere costante per arrivare al Satori. E con costanza si deve continuare a meditare, ad eseguire l’autotrattamento, a fare del bene.

Come dice il nome stesso, fate che il Reiki sia la vostra strada, che entri nel vostro modo di essere. Abbandonare l’ego è il principale presupposto per intraprendere questo cammino e per portarlo avanti con semplicità. Non fate solo Reiki, siate voi stessi Reiki.

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